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La poltrona dello Zio Tere

Queste righe sono tratte da un Blog privato che scriviamo per  nostro figlio, una sorta di diario per il futuro:

Domenica di pioggia, tu giochi spensierato ogni tanto ti alzi in piedi, ti fai un applauso fai due passi, ti siedi e ricominci a giocare. Io sono seduto su una poltroncina bassa che era nella stanza dello zio. Una poltrona anni ottanta, grigia con greche nere. Quando mi appoggio allo schienale lo sento, sento l'odore o il profumo della casa dello zio Tere, ritornano i ricordi di quando venivo a sistemare il pc che per qualche motivo era sempre un disastro... di qualche cena fatta con tutti i parenti, le domeniche di festa dai nonni e poi con la cugina Claudia si andava in giro con lo zio Tere mentre il resto della famiglia pisolava (lo zio si lamentava sempre perché gli 'smontavo' la macchina frugando in tutti i cassetti). Le bretelle dello zio, gli orologi con il quadrante grosso e rotondo, le camicie blu, il sorriso e la risata, le barzellette, la capacità di ascoltare, il piffero sempre in macchina, la barba nera, il taglio di capelli (non dimenticherò mai quando per scherzo si era fatto biondo.. ), i completi fatti su misura, il disordine in casa, la passione e la cultura sulla storicità della cucina, la determinazione per la politica, una copia de "l'Unità" sul tavolo della cucina, la poltrona chiamata 'la bastarda' che ti fregata e ti faceva addormentare secco, le caricature appese sulle pareti, una cornice con all'interno un foglietto con i saluti mie e della cugina Claudia datato 1989, una fotografia mentre tieni in braccio il piccolo Giorgio, un bellissimo quadro astratto proveniente dalla galleria d'arte moderna di Santhià, la casa piena di strumenti musicali che arrivano da tutto il mondo, le videocassette dei classici della cinematografia, sensazioni di famiglia, di calore, di protezione, di serenità. Qualcosa che manca.  Di tutto questo rimane una manciata di ricordi, tante fotografie e una poltrona.....

Per ora sospendo le attività su questo blog e sui vari social, sono veramente stanco... forse riprendo a settembre (..forse...).

Buone Vacanze.

Commenti

isabella ha detto…
già, la poltrona, una foto, una battuta, una discussione, una serata ....... e tanti tanti ricordi. Ma quella di quando si è fatto biondo non me la ricordavo più!!!!!! very very strong, il tere!!!
isabella
Anonimo ha detto…
Siii, "la bastarda"... la ricordo bene :-)
E ricordo bene anche i capelli biondi: era per un carnevale in cui noi Pifferi, in un momento di "nordicità" estrema, ci facemmo tutti biondi e mettemmo le lenti a contatto azzurre :-))))))
E ricordo anche quando traslocò in quella casa e con l'amico Massimo Zaccheddu andammo a pitturargli le stanze: ricordo la parete sul fondo del salone, quella dove ora c'era il tavolo, dalla quale ci fece togliere la carta da parati (rovinata) per colorarla di marroncino... e poi ci prese in giro per anni perchè io, alto di statura, piantavo i chiodini nei rigolini nella parte bassa della parete mentra Zaccheddu, più basso, lo faceva nella parte alta :-))) ...e il "Naiu" che ci interrompeva ogni 10 minuti per andare nella sua cantina ad aprire una bottiglia di buon vino.
E quante serate a parlare, a scherzare, a confidarsi ed anche ad incazzarsi se serviva, ma quanto sono servite quelle discussioni per legare sempre di più la nostra amicizia!!!
Quanti, troppi ricordi... ma è bello averli :-)
Sei sempre con me Teresio... Fabio

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