Passa ai contenuti principali

Via Ferrata dell' Orrido di Chianocco

 

Partiamo sabato mattina, io Davide e Fulvio alla sua prima ferrata.

Passiamo a prender Fulvio a Torino e procediamo verso Chianocco in Val Susa.

Arrivati, parcheggiamo davanti alla chiesa e subito si trovano le prime indicazioni per l' orrido (che tra le altre cose è una zona di riserva naturale speciale ).

Cartellonistica

 

Chianocco

Ci si addentra per il percorso che si chiude su questa gola molto bella su un sentiero che prosegue sul lato sinistro del fiume che attraversa l'orrido.

IMG_2447.JPG

sentiero verso la ferrata

Si passa in una specie di grottino che taglia sul fianco di una cascatella di una quindicina di metri.

Ci si ritrova in un percorso più stretto dove inizia la ferrata. Prima del vero attacco ci sono circa 5 metri di ferrata didattica.

IMG_2451.JPG

Fulvio il didattico..

La ferrata attacca sul lato della montagna sale di qualche metro sul bordo del fiume, interamente in strapiombo e prosegue lateralmente per qualche metro e per diversi sali scendi, questa zona viene definita la parte bassa della ferrata.

La parte bassa

Nulla di complicato non si sale molto.

Dopo poco si raggiunge un tibetano di circa 5 metri, (su molti siti ho letto tibetano ma in verità mi sembra nepalese per via delle corde laterali.) Il ponte è comodo doppia corda per i piedi molto teso e quindi non oscilla.

Tibetano

Dall' attraversamento del tibetano ci si trova sulla sponda opposta della gola,da qui sulla destra per qualche metro si prosegue per la piccola grotta.

Dalla grotta si vede l' azione corrosiva dell' acqua sulla pietra durante i millenni.

La grotta

La grotta

La grotta dell'orrido

Si riprende la ferrata e si prosegue sulla parte alta, si utilizzano un po le braccia sempre sullo strapiombo, si passa sopra una specie di diga fino a sorpassarla e si arriva nella parte della ferrata dove si sale su di una piccola montagna  per la conclusione del tragitto.

 

La parte Bassa

Parte alta della ferrata

La parte alta della ferrata

Parte alta della ferrata

 

L'orrido visto da dentro

L'orrido dal suo interno

Le montagne dietro all'orrido

Panoramica

IMG_2484.JPG

Sentiero del Leccio

Da quest punto si prosegue con sentiero per 10 minuti verso un punto panoramico e si continua sul percorso del Leccio, quercia mediterranea che per motivi climatici generati dalla gola dell'orrido cresce in questa zona e ne definisce la tipologia di riserva naturale speciale.

Leccio

Leccio

Il tracciato si chiude scendendo da un percorso che arriva sulla strada e ci riporta direttamente alla macchina in piazza della chiesa.

La ferrata non è nulla di particolare, carino lo strapiombo ma di durata estremamente breve 30-40 minuti. Molto bella invece l' ambientazione naturalistica dell' orrido.

tracciati gps

altre foto

articoli di Fulvio : 1 e 2

Commenti

Eva ha detto…
Scusate l'ignoranza.. ma perché si chiama l'orrido???

Saluti Chiara e Marco :)
Marco Berri ha detto…
ciao, tratto da wikipedia

Orrido - per estensione, una gola rocciosa, in particolare nei tratti di quei fiumi o torrenti le cui acque precipitano giù per anfratti e grotte, formando cascate spettacolari che scavano la roccia.

a presto!

Marco
Roberto ha detto…
La ferrata è carina ma vedere l'Orrido così deturpato da cavi d'acciaio e ponti tibetani mi stringe veramente il cuore.

La ferrata in questo piccolo gioiello la potevano veramente evitare!

Pensare che vent'anni fa avevano addirittura vietato l'arrampicata nell'orrido per non disturbare gli uccelli che nidificavano.

Sigh !! :-(((((

Post popolari in questo blog

La macchina del pane - Bifinett KH 1170

le ricette Abbiamo ricevuto in regalo una macchina del pane, accessorio che mai avevo immaginato di comprare, perchè ho sempre pensato che consumasse un sacco di corrente elettrica e che tanto valeva comprarlo dal panettiere. Secondo varie ricerche internet, ad esempio qui , farsi il pane è invece decisamente conveniente, perchè costerebbe meno di un euro al chilo, con l'ulteriore vantaggio di sapere le materie prime utilizzate. Su internet poi ci sono un sacco di ricette, manuali, consigli, post e forum che ne discutono e danno consigli. A me che piace spacioccare in cucina, ma che ho poco tempo, si è aperto un mondo tutto da scoprire!! Infatti già con il solo pane è possibile sbizzarrirsi nell'aggiunta dei più disparati ingredienti e nella scoperta che esistono un sacco di tipi di farine, ma in più è possibile anche fare dolci, e qualcuno ci ha fatto persino la polenta, il mou e il risolatte. Niente da dire, semplicemente, proverò tutto!! Qui un po' di manuali crea

Reportage sulla Volpe - scaricabile gratuitamente

" Reportage la volpe ", questo il titolo dell'opuscolo ideato dalla LAC di Novara in collaborazione con la LIPU sez.Biella Vercelli, pubblicato interamente grazie al CSV di Novara . La foto di copertina è di Roberto Marcon, mentre le altre sono state messe a disposizione dal Responsabile della nostra sezione, Giuseppe Ranghino. I testi, redatti da Eleanna Zambon, Giuseppe Ranghino e Stefano Costa, fanno da cornice alle splendide foto, che di per sè già parlano da sole. E' possibile scaricare l'opuscolo in formato pdf visitando il sito delle GEV di Novara, oppure cliccando qui . [ via lipublog ] Technorati Tag: volpe , lac , natura , ecologia , fotografia , Parco nazionale del Gran Paradiso

Trekking da Eaux Rousses al Lacs Djouan – Valsavarenche (AO)

Partenza da Eaux Rousses 1666m Arrivo ai Laghi di Djouan 2516 Dislivello: 900m circa. tempo: 2:30 ore circa. Partiamo da casa, il tempo è bruttino e nuvoloso. Appena arriviamo a Valsavaranche lasciamo le nuvole sotto di noi e si apre una meravigliosa giornata di sole contro tutte le aspettative. Parcheggiamo nei pressi dell’Hotel Paradisia a Eaux Rousses   1666m , siamo io, Silvano e Anna. Seguiamo il sentiero n.. 8C (alta via n..2) che sale in traverso tra qualche sterpaglia fino a migliorare in un bel sentiero largo e comodo. Mano a mano che saliamo il Gran Paradiso spunta in tutta la sua bellezza, si vede la prima neve invernale fresca che brilla al sole. I colori autunnali sono bellissimi, alberi, prati marroni e spruzzate di neve rendono la valle addormentata. Sul sentiero parte in volo un fagiano di monte molto bello. Intanto due rapaci di grosse dimensioni volano intorno alla punta della montagna. Silenzio, pace, natura non incontriamo altre persone.Il primo ru