domenica 24 febbraio 2008

Il poeta è tornato - Michael Connelly

 



Un thriller avvincente,  pieno di colpi di scena, una classica opera di Michael Connelly, letto in 3 meno di giorni.

La cosa che mi ha colpito sono state le ambientazioni tra Las Vegas e Los Angeles, le varie descrizioni del deserto del Mojave e di alcune località lungo la costa della California.

Quando leggi un libro e sei stato nei luoghi descritti il testo assume un gusto diverso, le descrizioni del caldo deserto, la sensazione di Las Vegas di giorno totalmente diversa da quella notturna, il traffico lento di Los Angeles, tutte cose viste e provate in Viaggio di Nozze.

Il libro è una vera e propria odissea alla ricerca del Poeta, il finale è a sorpresa in una Los Angeles sotto un nubifragio.

Peccato che sia morto Terry McCaleb, il mio personaggio preferito nei libri di Connelly.

Quando Rachel Walling riceve la telefonata di una collega dell’FBI che le dice soltanto: “È tornato”, lei non ha bisogno di nomi. Sa che si tratta del Poeta: il killer che ha popolato i suoi incubi è riemerso dal passato ed è tornato a colpire. Anche Harry Bosch è alle prese con un’indagine: la morte dell’amico Terry McCaleb. È stata la moglie di Terry a chiamarlo; lei non è convinta che il cuore del marito abbia smesso di battere per cause naturali. E l’autopsia conferma i suoi sospetti: i medicinali erano stati alterati e resi del tutto inefficaci. Forse anche tutto questo porta la firma del Poeta. Rachel e Harry capiscono che l’unica possibilità per loro è unire le forze. In un crescendo di suspense, la scia di morte lasciata dal Poeta li porta dalle sabbie del Nevada alla scintillanti luci di Las Vegas, fino agli angoli più bui di Los Angeles, dove Harry Bosch si giocherà la partita più drammatica e pericolosa della sua vita.

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