martedì 12 giugno 2007

Trekking Itinerario Dolciniano

9 e 10 Giugno 2007

Due giorni di Trekking organizzata dal cai di Mosso S.Maria nella natura selvaggia della valle Dolca seguendo l’itinerario di Frate Dolcino da Rassa alla Bocchetta di Stavello nell' Oasi Zegna.

Ritrovo è previsto a Stavello alle 7.15, arrivo come al solito in anticipo di circa 30 minuti.
La bocchetta di Stavello si trova nell’oasi Zegna sulla panoramica che va da Trivero a Bielmonte circa 5 km da Trivero.

Arrivato conosco le nostre guide Ezio Grosso e Gianni del CAI di Mosso che ci accompagneranno in questi due giorni, il gruppo è formato da circa una trentina di persone.

Saliamo sull’autobus che ci porta direttamente a Rassa .

Qui entriamo in paese e troviamo il Sindaco ad accoglierci in questa stupenda piccola cittadina montana. Subito dopo il CAI ci offre una fantastica colazione a base di Pane, Burro della valle, torte e marmellate casalinghe realizzate dalla nostra guida Ezio.

Rassa

Da questo punto veniamo accompagnai da una guida del soccorso alpino Angelo che ci porterà fino a scavallare le alpli Schienadorso verso la valle del Dolca.

Prima di prendere il sentiero attraversiamo Rassa ammirando le costruzioni delle case molto particolari, attraversiamo il ponte e iniziamo la salita versa l’alpe Schienadorso.

Rassa

Arrivati all’alpe Schienadorso facciamo un apiccola pausa e poi proseguiamo per Sorbello.

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Arrivata l'ora di pranzo ci fermiamo a Sorbello , il panorama è fantastico, la sosta dura circa un’ora e il tempo sembra peggiorare.

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Dopo il riposo siamo pronti per scavallare la valle a 2000 m per la valle del Dolca, ma il tempo non è dei migliori.

Poco prima di arrivare in cima inizia a diluviare, non rallentiamo il passo fino a quando non ricompattiamo il gruppo sul passo più in alto.Indosso l'antivento rosso e copro lo zaino con il suo apposito antipioggia. La pioggia cadento sull'impermeabile genera un rumore piacevole che mi ricorda le vacanze in tenda.
Sentire la pioggia sulle braccia e le gambe rinfresca dalla calura della giornata e dalla fatica della salita. Se fossi stato in città sarei corso a ripararmi......


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Dopo diverso tempo sotto la pioggia arrivamo alla Bocchetta dei Fornei la pioggia si calma, qui il CAI gestisce una casa di appoggio dove ci riposiamo circa 15 minuti.


Bocchetta dei Fornei

Proseguiamo e arrivamo a Poggio Carnera dove si ammira tutto lo splendore della valle del dolca, la Cima di Bò e la Cima tre Vescovi. Panoramna tagliato dalle nuvole che si diradano.


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Cima tre vescovi e il Bò

Il Dolca sotto la Cima Tre Vescovi e il Bò


Si continua a costeggiare la catena montuosa e mentre le nuvole piovasce si diradano si possono ammirare le bellezze delle fioriture montane che a dir della guida quest'anno sono molto più presenti che l'anno precedente.

Fioritura


Si prosegue sul versante della montagna e finalmente si arriva all' Alpe Peccia dove passeremo la notte.

Alpe Peccia
360 Gradi dell'alpe Peccia

Arrivato mi piazzo su una roccia e tento di asciugarmi al sole come una lucertola intanto inizio a guardare l'ambiente montano. Tutto molto bello una 50 di cavalli e mucche si aggirano sulla valle compresi vitelli e puledrini, sensazione piacevole e rilassante.


Il vitellino

Tento di avvicinarmi al vitellino, lo tocco sulla testa e lui mi annusa la mano, muggisce e poi scappa per una decina di metri e si gira a guardarmi... ci riporvo...stessa scena... a intuito penso che i vitelli non sono proprio furbi come i furetti....


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Il gruppo si riposa

Mi perdo nel panorama e nell'aria fresca quando mi accorgo che tutti hanno già deciso dove dormire...riesco a trovare ancora un posta sopra alla stalla insieme ad altre 25 persone grazie alla gentilezza di due signore che decidono di stringersi, viene messa in terra della paglia, sopra ad essa viene messa una di quelle coperte di materiale plastico isolanti e sopra apppoggiati i nostri sacchi a pelo.... l'ambiente è caldo e ogni tanto si sentono dei rumori provenienti dalla stalla sottostante.


La stanza da letto


La serata si conclude con un'ottima cena preparata dai ragazzi del Cai, pastasciutta al ragù, formaggio , salame, pane, dolce, genepi a fiumi e l'interpretazione della mitica storia del Banger da parte della nostra guida Ezio . Verso le 22.30 mi sdraio sul sacco a pelo visto che non c'è molto da fare (non c'è corrente , gas o acqua calda..) mi addormento come un sasso e alle 4:40 sono sveglio. Decido di alzarmi , tutti dormono , si intravede la luce della luna sulla porta. Esco mi siedo su una pietra e attendo che arrivi l'alba. Il sole arriva sulle montagne alle 5:30 circa, inizia a scaldare e a poco i colori delle montagne diventano vividi lasciando indietro il buio della notte, si inzia a sentire uno scampanellio, sono le mucche che scendono dai loro ripari notturni sotto alle fronde degli alberi più alti.



Il sole si alza sull'alpeggio

Mi dispiace non aver fatto molte foto ma non volevo ritornare a prendere la macchina fotografica e svegliare qualcuno nella stalla.

Verso le sette il gruppo inizia a svegliarsi e un'amico scende dall'alpeggio per colazione.



Amico a colazione


Conclusa la colazione (a base di tè, nutella, caffè, dolci , pane e burro) verso le 8:30 si riparta per la Bocchetta di Stavello meta finale del nostro itinerario. Da questo punto ci accompagneranno due guide del soccrso alpino di Biella.

Prendiamo la strada sterrata della diga , passiamo sul ponte del dolca e proseguiamo per l'ultimo punto di arrivo prima di Stavello chiamato il ponte della Babbiera.

Per arrivare al Ponte della Babbiera seguiamo la strada della diga, passiamo nella località chiamata nuovo ponte del Dolca.

Argo sul ponte nuovo

Proseguendo dobbiamo guadare diversi torrenti abbastanza ingrossati a causa del periodo piovoso. Alcuni sono semplici altri anche abbastanza impegnativi, per fortuna le nostre guide sono sempre pronte a darci manforte.

Il Guado

Ci immergiamo in un bellissimo sottoboco fino ad arrivare alla diga che vista dall'alto fa molta impressione.


La diga

Dopo pranzo arriviamo allo spettacolare ponte in pietra della Babbiera, pronti per l'ultima salita verso la Bocchetta di Stavello che durerà circa 1 ora (naturalmente la pioggia ritorna a farci visita...).



Ponte della Babbiera

Fantastica esperienza sicuramente da ripetere che consiglio a tutti.


Alcune note, se avete gli scarponi bagnati basta riempirli di carta da giornale e cambiarla ad intervalli di 15 minuti. (..diciamo che per esperienza ho avuto due giorni di piedi umidi....)

Il vestiario nello zaino è meglio conservarlo all'interno di buste di plastica per evitare che assorba l'umidità della pioggia. (..dopo una giornatain marcia si apre lo zaino in cerca di calze asciutte ma invece si trovano dei calzini umidicci e inzuppati...fastidio.....)

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