giovedì 18 ottobre 2007

La farfalla che beve

Ero al lavoro quando nel corridoio vedo una cosa nera sul pavimento. Mi avvicino pensando fosse un po' di terra, e invece vedo che è una farfalla.

Sembra morta, ma non lo è

Mi sembra morta e con delicatezza la metto in una scatolina di cartone e la porto sul davanzale di una finestra. La lascio lì e dopo una trentina di secondi apre le ali, per richiuderle un attimo dopo.
"Allora sei viva!", penso. La osservo e vedo che non ha un bell'aspetto, assomiglia a una foglia secca, con le nervature tutte in rilievo. "E ci credo, è stata chiusa nel locale, sarà disidratata". Questo anche perchè c'era il termostato o qualcosa che non funzionava, perchè per 2 giorni i termosifoni sono rimasti accesi mattina e pomeriggio, con un conseuente fastidioso caldo.
Allora prendo un po' di acqua e le verso vicino qualche goccia.

Le farfalle hanno un apparato boccale succhiatore per nutrirsi , come una cannuccia, una mini proboscide che all'occorrenza viene srotolata: e così accade, l'apparato si srotola e inizia a tastare dove avevo versato le goccie. Allora taglio il fondo del bicchiere di carta, lo riempo di acqua e gliel metto vicino. Lei sposta l'apparato verso l'acqua e di certo inizia a bere. Semplicemente fantastico!

farfalla che beve

E' rimasta circa un quarto d'ora in quella posizione, poi ha aperto le ali e lentamente si è spostata sullo spigolo del davanzale per raccogliere meglio il sole per scaldarsi

farfalla

Adesso capisco la specie, si tratta di una Vanessa io, detta anche Occhio di pavone, il cui nome scientifico è Inachis io.
Gli adulti tendono a ibernare per passare l'inverno, e hanno le parti inferiori più scure per mimetizzarsi meglio dove c'è poca luce.
Poi ho avuto da fare, e solo prima di tornare a casa ho guardato il davanzale: sparita, per fortuna.

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